I 4 orologi "famosi"




Sappiamo come il mondo dell’orologeria ricerchi costantemente l’enorme visibilità che gli eventi di grande interesse offrono (la "Rolex" ad esempio è orologio ufficiale del torneo di Wimbledon dal 1978). Inoltre stringono ricche sponsorizzazioni con artisti e sportivi per legare il volto di questi personaggi pubblici, amatissimi dalle grandi folle, alla propria Maison. Ci sono casi in cui dei modelli hanno superato il muro della sponsorizzazione diventando icone del mondo dell’orologeria grazie a chi li ha indossati. Ecco i quattro più famosi.

Hamilton Ventura - Elvis Presley

Nel 1957 la Hamilton lanciò sul mercato un orologio innovativo sia per il proprio movimento sia per il proprio design, l’Hamilton Ventura.
Questo fu il primo modello elettrico a batteria del mondo, con la sua caratteristica forma "a scudo", pensata dal visionario Richard Arbib, divenne uno degli esemplari più riconoscibili della storia dell’orologeria.

Il "Ventura", però, salì alla ribalta nel 1961, quando "The King" Elvis Presley lo scelse per portarlo sul set del film "Blue Hawaii", facendolo apparire in tantissime scene. Sembra addirittura che la versione dell’orologio con il bracciale metallico sia stata realizzata su specifica richiesta di Elvis, che non apprezzava particolarmente il cinturino in pelle.

Con il tempo, il legame tra la star e la casa americana divenne talmente forte che la stessa decise di dedicargli, per l’80esimo anniversario della sua nascita, due modelli commemorativi: l’Hamilton Ventura Elvis 80 Automatico e Quarzo.

Tag Heuer Monaco - Steve McQueen

Tag Heuer è una maison che ama la velocità, infatti deve parte della propria notorietà alla partecipazione in competizioni automobilistiche, tra cui la Formula 1 (alla quale è dedicato il Tag Heuer Formula 1 Chronograph, ndr) fornendole il sistema di cronometraggio in diverse stagioni. Il modello Monaco, e in particolar modo la versione con il quadrante blu e i contatori bianchi, (che da lì in poi venne definito dagli appassionati "Steve McQueen") venne indossato dall’attore di Beech Grove nel film "Le 24 ore di le Mans".

Durante l’anteprima di "Steve McQueen: The man and Le Mans", film documentario di recente uscita ,che illustra la grande passione dell’attore per le corse automobilistiche, la maison elvetica era presente al fianco di Chad McQueen, che per l’occasione ha indossato proprio un "Monaco McQueen" in omaggio al legame tra il padre e questo fantastico orologio.

Rolex Cosmograph Daytona - Paul Newman

Il Rolex Daytona ha una storia travagliata e sorprendente. Quando la maison svizzera decise di uscire sul mercato dell’orologeria con il suo primo cronografo, la risposta del pubblico fu alquanto deludente. All’epoca, infatti, si ricercava un orologio elegante, sottile e automatico e il Daytona, invece, era considerato troppo "massiccio" per i polsi dei giovani professionisti per cui era stato pensato.

La svolta si ebbe nel 1969, grazie ai collezionisti italiani che lo notarono al polso di Paul Newman in una pubblicità del film "Indianapolis pista infernale", ribattezzandolo così "Rolex Daytona Paul Newman". Quest’ultimo è stato spesso definito come esotico e ha, nella sua versione più famosa, il fondo chiaro e i contatori neri.

Il Daytona divenne, anche grazie al legame con l’attore americano, un vero e proprio status-symbol e uno degli orologi più ambiti dai collezionisti.

Omega Speedmaster Professional - Equipaggio Apollo 11

La casa svizzera "Omega" ha un singolare primato nell’orologeria, quello di essere la prima ed unica maison ad aver calpestato la superficie lunare.

In vista dell’imminente sbarco lunare, la Nasa iniziò una severa selezione realizzando una serie di test non ufficiali molto duri in cui lo Speedmaster si distinse come l’unico, tra tutti i partecipanti, in grado di superarli tutti.

Il momento più importante della sua storia fu senza dubbio il 20 luglio 1969, alle 20:18, quando per la prima volta, allacciato ai polsi degli astronauti Buzz Aldrin e Neil Armstrong, sbarcò sulla Luna con la missione Apollo 11. Inoltre, il modello dell’Omega risultò fondamentale per il rientro sulla terra degli astronauti dell’Apollo 13, guadagnandosi "sul campo" l’appellativo di "Moonwatch" .


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